Se hai mai percorso in auto la strada della Forra — quella che dal lago di Garda sale a Tremosine con il suo tunnel scavato nella roccia — sai già di che tipo di territorio stiamo parlando. Il Comune di Tremosine sul Garda è uno dei più estesi della provincia di Brescia: dal pelo dell'acqua del lago si arriva ai 1.700 metri delle sue montagne, passando per un altopiano coltivato, valli laterali, boschi, malghe, e diciotto frazioni sparse spesso lontane l'una dall'altra. È bellissimo. Ed è anche una sfida notevole quando devi progettare un sistema tecnologico che copra tutto il territorio.
La Polizia Locale del Comune ci ha commissionato la realizzazione di un impianto di videosorveglianza a copertura del territorio comunale. Un progetto tanto affascinante quanto complesso, che abbiamo affrontato — come sempre — cercando di risolvere i problemi con soluzioni concrete e su misura, piuttosto che infilando componenti standard in un contesto che di standard ha davvero poco.
Il problema di partenza
Coprire con la videosorveglianza un centro cittadino compatto è un esercizio relativamente semplice: prendi le telecamere, le colleghi in rete, mandi tutto in una centrale, fine. Coprire un territorio come quello di Tremosine è un lavoro completamente diverso. Alcuni dei punti da presidiare sono in aree periferiche, lungo strade di collegamento tra frazioni, in zone di transito boschive, in ingressi di valli. In molti di questi luoghi non solo non c'è la fibra ottica: in alcuni non c'è nemmeno la corrente elettrica di rete.
La domanda tecnica di partenza, quindi, non era "quali telecamere scegliamo?" ma piuttosto: come portiamo connettività internet e alimentazione a venti punti sparsi su un territorio impervio, garantendo che tutto rimanga in comunicazione in tempo reale con la centrale operativa, 24 ore su 24, in qualsiasi condizione meteo?
La nostra risposta: circa 20 postazioni, ciascuna autonoma
La soluzione che abbiamo progettato si basa su un principio semplice: ogni postazione è un'isola autonoma, ma tutte le isole sono collegate. Ciascuno dei circa venti siti ha la propria connettività internet dedicata — una connessione che forniamo noi tramite il nostro sistema di ponti radio, l'infrastruttura wireless che abbiamo costruito negli anni proprio per servire zone dove le linee tradizionali non arrivano o non sono praticabili (chi ci segue sa che è il nostro "cavallo di battaglia" da sempre).
Ogni postazione, a sua volta, dialoga in modo cifrato con la centrale operativa della Polizia Locale tramite una VPN dedicata: il traffico video non attraversa mai internet in chiaro, e le postazioni non sono raggiungibili dall'esterno. È un dettaglio importante quando parliamo di dati sensibili come le riprese video di aree pubbliche.
Le postazioni "off-grid": dove non c'è nemmeno la corrente
La parte del progetto che ci ha dato più soddisfazione — e che ci ha fatto lavorare di più di ingegno — sono le postazioni in luoghi totalmente privi di rete elettrica. Qui abbiamo progettato un sistema autonomo basato su pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo, dimensionato per garantire il funzionamento continuo anche in periodi prolungati di maltempo o cielo coperto.
Ma il vero cuore della soluzione — di cui, ci perdonerete, non racconteremo tutti i dettagli tecnici — è la logica intelligente di gestione dell'energia. Il sistema monitora costantemente lo stato di carica delle batterie e adatta il proprio comportamento in modo dinamico: quando l'energia disponibile scende sotto una certa soglia, la postazione entra in una modalità "di risparmio" nella quale continua a fare il suo lavoro (registrare) ma taglia i consumi accessori. I filmati non vengono persi: vengono salvati localmente e trasferiti in un secondo momento verso la centrale, non appena le condizioni energetiche tornano ottimali.
È una soluzione che ci siamo studiati noi — di quelle "creative" nate dall'esigenza di far funzionare le cose nella realtà, e non solo sulla carta.
La centrale operativa: due maxischermi 4K
All'altro capo del sistema c'è la sala della Polizia Locale, dove abbiamo installato due maxischermi da 65 pollici in 4K che mostrano in tempo reale tutte le telecamere del sistema. Gli agenti possono monitorare l'intero territorio con un colpo d'occhio, ingrandire una singola postazione quando serve, e — quando è necessario per un intervento o un'indagine — rivedere le registrazioni delle ore precedenti di qualsiasi telecamera, con la stessa facilità con cui si mette in pausa un video.
Il flusso operativo che ne è uscito è quello che desideravamo: un unico punto di controllo dal quale la Polizia Locale ha una visione completa e in tempo reale di un territorio che, altrimenti, richiederebbe pattugliamenti impraticabili per la sua estensione. Non sostituisce la presenza sul campo — la sicurezza urbana la fanno le persone — ma la moltiplica in modo enorme, aumentando i tempi di risposta agli eventi e la capacità di prevenzione.
Il momento più bello: gli apprezzamenti
Ogni progetto ha il suo momento migliore, e questo per noi è arrivato al termine dei lavori. Ci ha fatto molto piacere raccogliere apprezzamenti dai membri della giunta comunale che ci hanno commissionato il lavoro — cosa più che naturale — ma ci ha fatto particolarmente piacere ricevere parole positive anche dai consiglieri di opposizione. In un'epoca in cui su qualsiasi cosa si trova motivo di divisione, vedere che un lavoro tecnico ben fatto viene riconosciuto trasversalmente è la migliore conferma possibile di aver risposto davvero a un'esigenza del territorio, senza colori né bandiere.
Grazie di cuore a tutta l'Amministrazione del Comune di Tremosine per la fiducia e per la collaborazione durante tutto il progetto. Progetti come questo sono la ragione per cui, dopo tanti anni, questo lavoro continua a piacerci.
Perché ne abbiamo scritto
Non siamo un'azienda che ama parlare dei propri lavori sui social o sul blog: preferiamo di solito raccontare temi di interesse pubblico. In questo caso però abbiamo fatto un'eccezione per due motivi. Il primo è la soddisfazione di veder concludere un progetto complesso e importante per il territorio in cui viviamo. Il secondo è che questo lavoro racconta bene cosa vuol dire, in concreto, portare connettività in luoghi difficili: un tema che riguarda non solo le pubbliche amministrazioni ma anche molte aziende, cantieri, agriturismi, rifugi, malghe, aree industriali periferiche del nostro territorio.
Se stai ragionando su una situazione simile — una necessità di rete o di sorveglianza in un punto dove le linee tradizionali non arrivano — parliamone insieme. Ogni contesto ha le sue particolarità, e la soddisfazione più grande per noi è studiare la soluzione giusta per quello specifico caso.